Recensione: The Last of Us – un capolavoro dell’attuale generazione di videogames


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The Last of Us, nuovo fantastico titolo sviluppato da Naughty Dog e disponibile solo su PlayStation 3, narra le vicende di un mondo in cui gli esseri umani, infestati da un parassita, si sono ormai quasi estinti.

Il fungo Cordyceps trasforma gli insetti per qualche giorno in zombie, dopodiché li usa come incubatrici per le proprie spore. Riesce a colpire anche l‘Uomo arrivando quasi a farlo estinguere. Chi viene infettato infatti rimane privato della propria coscienza e diventa fortemente aggressivo.

 

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Non crediate però che il tutto si riduca a mostri e combattimenti: è qui che The Last of Us è davvero rivoluzionario, è questo lo scarto tra un gioco ben realizzato ed un capolavoro. La trama, complessa e articolata al punto giusto, si snoda attraverso le scelte del giocatore, il quale si deve occupare della gestione strategica delle risorse che vengono recuperate man mano. Notevole anche l’aspetto più profondo, che riguarda la condizione umana. Punto cruciale della storia è il feeling tra i due protagonisti, che si affezionano l’uno all’altra in un rapporto simile a quello padre-figlia, pur non essendo parenti.

A Joel, uno dei sopravvissuti che si occupa di vendere droghe e armi al mercato nero, viene chiesto dal suo amico in punto di morte di accompagnare Ellie, una ragazzina, fuori dalla zona di quarantena. Le cose purtroppo non vanno secondo i piani e Joel deve fuggire con Ellie, muovendosi tra le rovine della città. 

Quello che sembrava un incarico semplice diventa così un viaggio molto più lungo del previsto: una spedizione attraverso tutta l’America, difficoltosa e logorante. Un’esperienza fatta di solitudine in un mondo decisamente ostile.

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The Last of Us, racconta questo lungo viaggio, con un’intensità stupefacente. I due personaggi sono sempre messi a confronto, Ellie è caratterizzata dalla solarità e dalla curiosità tipiche di una ragazzina, nonostante questo sia in contrapposizione con l’ambiente circostante, mentre Joel è cupo, distaccato, ma non per questo meno affezionato alla giovane. L’affinità che si va a creare tra i due è un raggio di sole in mezzo ad un nero deserto di desolazione. The Last of Us riesce a rappresentarlo alla perfezione, così come rappresenta magnificamente l’egoismo, la cattiveria, il dolore.

Gli umani infettati sono presenti da subito nel videogioco: sono parte del contesto, sono parte della trama, non possono entrarvi in un secondo momento.

Naughty Dog ha dichiarato di voler cambiare, con The Last of Us, l’industria dei videogiochi. E ci sta riuscendo.

Quello che riesce a trasmettere The Last of Us  è stato trasmesso raramente nel mondo del gaming in precedenza. E’ davvero un capolavoro.

Detto questo, non vi sveliamo più nessun particolare della trama, che è magnifica. Ecco a voi uno spot live in action, in cui il gamer diventa pian piano il personaggio di The Last of Us:

Oltre al nostro parere (assolutamente un 10/10 meritatissimo), ci teniamo a riportare i pareri delle più importanti fonti di informazione del gaming internazionale:

OPM – 10/10
CVG – 10/10
IGN – 10/10
Eurogamer.net – 10/10
Destructoid – 10/10
Kotaku – ‘Yes’
NowGamer – 8.5/10
Videogamer – 10/10
Digital Spy – 5/5
Edge – 10/10
GodIsAGeek – 10/10
Push Square – 10/10
New Game Network – 83/100
GamingBolt – 10/10
GiantBomb – 5/5

 

Vi lasciamo al trailer e vi ricordiamo che potete ACQUISTARE già da oggi (con un giorno di anticipo sul Day-One) una copia di The Last of Us da Alex.it

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